Il punto di Giuseppe Calvano – 3 febbraio

Partiamo da Ciro Immobile, che non è un fuoriclasse nel senso stretto della parola, ma un grandissimo giocatore che ha sempre avuto alti e bassi e che in questi anni di Lazio ha trovato una solida continuità: dal 2016, con 116 presenze, il napoletano ha realizzato 114 gol, quest’anno con 25 reti guida la classifica cannonieri, con Ronaldo, a inseguire, con 6 reti di distacco a quota 19. Ieri contro la Spal l’ennesima doppietta, il primo di rapina dopo una spizzata da calcio d’angolo, il secondo cercando la giocata sul portiere Berisha uscito all’impazzata dopo l’ennesima distrazione della difesa spallina. Il secondo gol di ieri si può definire fortunoso, perché leggermente deviato dal portiere, ma è stato cercato e questa è la forza di Immobile, crederci sempre, riprovarci anche quando va male e mai lesinare impegno, corsa, dare tutto per la squadra e per se stesso, il gol come spirito di vita. È passato da stagioni positive con i 28 gol a Pescara nel 2011 o i 23 a Torino nel 2013, da meno positive con i 4 a Siviglia o i 10 al Borussia Dortmund, di certo l’impegno e la forza di arrivare non sono mai mancate. Immobile deve trovare il posto giusto, l’allenatore giusto e tutto ruota dalla parte giusta. Alla Juventus è stato bocciato, due presenze in due anni, zero gol, può capitare, lui meridionale capitato al Napoli nel momento peggiore, quello del fallimento dove tutte le squadre che ruotavano nell’ambito Napoli calcio hanno virato verso le altre squadre del nord, Ciro si è ritrovato a Torino nella primavera Juventus quando in prima squadra c’era Del Piero, Pinturicchio per l’avvocato. Racconta il campione del mondo 2006 che, quando Ciro giocava nella primavera della Juventus, si intravedeva un bomber, che divorava gol incredibili. Bene, bisogna affermare che la crescita di Immobile negli anni è stata esponenziale, crescita fisica e psichica, da bomber distratto a cecchino infallibile e questo lo si deve solo a lui, all’allenamento che ha curato in questi anni e alla fiducia che gli è stata concessa. Simone Inzaghi, uno che di gol se ne intende, appena arrivato gli ha consegnato le chiavi dell’attacco facendolo sentire il più forte di tutti, il cannoniere che avrebbe potuto scalzare dalla mente di ogni tifoso laziale il bomber di sempre, il mitico Beppe Signori, giusto per non tornare troppo indietro nel tempo, perché di bomber la Lazio ne ha avuti davvero tanti e tutti grandi attaccanti. La maturazione di Inzaghi poi l’ha reso ancora più forte, l’ha aiutato a gestire una piazza come Roma, a parlare quando ce n’è bisogno, a stare zitti quando le cose non vanno e hai contro tutta la città eterna, Vaticano compreso. Lui ci ha messo quello che ci mette da sempre, da quando è dovuto andare via da Napoli, la “cazzimma” di non mollare mai, il suo modo di giocare non è mai cambiato, correre sempre e per tutto l’attacco, pressare tutti, tirare da tutte le posizioni e cercare i compagni, che quando giocano insieme poi diventano inevitabilmente amici, d’altronde come non si può non voler bene a uno come Ciro?

Mai sovrappeso, sempre presente e attivo negli allenamenti, mai fuori le righe, una sola volta quest’anno, ma è subito rientrato nei ranghi capendo il suo errore con il mister, insomma un professionista esemplare che sta trovando anche grazie all’ambiente romano una giusta visibilità, riuscisse poi a portare, insieme ai compagni, lo scudetto sarebbe davvero, per uno come lui, una favola calcistica La terza giornata del girone di ritorno ha di fatto riportato la vittoria alle prime tre in classifica, la Juventus, con più di qualche polemica, ha battuto la Fiorentina di un furente presidente Comisso, due rigori di Ronaldo, severi, ma giusti e il primo gol di De Ligt con la maglia della Juventus. L’Inter fa giocare l’Udinese e poi la colpisce in contropiede con Lukako, doppietta, uno su rigore arrivando a 16 gol, non proprio pochi per uno appena arrivato in serie A. La Lazio terza, stritola la Spal vendicando la sconfitta dell’andata, super Ciro Immobile e Caicedo, doppietta per entrambi. Con il recupero con il Verona mercoledì prossimo, in caso di vittoria la squadra di Inzaghi potrebbe scavalcare l’Inter e portarsi a due punti dalla Juventus. La Lazio sta correndo al massimo della velocità da tre mesi, in tanti credono che potrebbe scoppiare, però niente Europa League, niente Coppa Italia, chissà che Simone Inzaghi gestendo bene le risorse non arrivi in primavera ancora con le forze giuste per lottare per il campionato? A Roma ci credono non in molti, fuori Roma qualcuno in più, forse a crederci davvero sono i protagonisti principali, i giocatori con Simone Inzaghi in testa, ma non ce lo diranno mai…

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