Il calcio italiano è nel pallone….

di Vincenzo Castagna

Conclusi i nostri campionati coi verdetti definitivi è ora il momento di tirare le somme e fare un bilancio della stagione appena conclusa del calcio nostrano.

Partiamo dalla fine analizzando non soltanto i risultati ma soprattutto le conseguenze che questi hanno portato sulla qualità del prodotto calcio in Italia.

Il nostro calcio era già in crisi già prima del tornado Covid ma la pandemia ha dato il colpo di grazia sia in ambito finanziario che in ambito di programmazione.

Che mancassero le risorse era risaputo ma che mancassero anche le idee era prevedibile visto che anche senza Covid non si era fatto nulla per risanare il “Carrozzone”.Società fallite e sull’orlo del baratro ormai non si contano più, colpa di una politica del calcio dissennata e senza rinnovamento.In una annata dove la Juventus ha fallito su tutta la linea ,l’Inter che rappresentava la superfavorita non è andata benissimo e dove il Napoli che doveva e poteva fare meglio ha steccato malamente nei momenti topici e il Milan senza fare pazzie ma solo impostando il Cruise Control è riuscita a portare il tricolore nella Milano rossonera con grande merito sfruttando i punti deboli delle concorrenti.

Caso a parte la Roma che con Mourinho tutt’altro che bollito ha portato a casa un trofeo internazionale che mancava dai tempi dell’Inter del Triplete sempre con lui al timone.Certamente non è la Champions ma vuoi mettere vincerla fa tutta la differenza del mondo checch’è ne dicano alcuni dopo una stagione a corrente alternata e con tanti problemi compreso anche quello arbitrale che non ha permesso alla Roma di lottare per il quarto posto che poteva essere alla sua portata vista l’Atalanta e la Juve di quest’anno.Onore al portoghese che sa come si vince.

I settori giovanili ormai non vengo più considerati una risorsa ma solo un peso con la conseguenza che i nostri ragazzi non trovano più opportunità e non viene data loro la possibilità di migliorarsi.ormai i presidenti che spesso sono sono espressione di fondi finanziari , società di investimento o peggio non sono certo favorevoli ad investire a lungo termine ma pretendono risultati immediati per rientrare dei costi sostenuti per pagare pendenze o ripianare disastri di amministrazioni che hanno badato solo a fare spropositi e quando ormai i buoi sono fuggiti dal recinto si può solo chiuderlo.

Ovviamente i tecnici non aspettano i giovani ma pur di tirare avanti con qualche risultato prendono giocatori stranieri dai campionati più strani e sconosciuti sotto dettatura dei ds che ovviamente fanno quello che gli viene ordinato dai presidenti che cercano di sfruttare il Decreto Crescita che però non si capisce chi fa crescere …non certo i giovani o il movimento calcistico.

I nostri talenti che nonostante tutto ci sono sono relegati spesso nelle panchine delle squadre più blasonate con la conseguenza che la nostra Nazionale pecca di qualità ed  il nostro tecnico è costretto a cercare gli Gnonto della situazione oppure assemblare una squadra senza capo e ne coda che poi puntualmente prende batoste anche con squadre mediocri non solo con la Germania di turno.

Non ditemi che abbiamo vinto l’Europeo perché eravamo superiori alle altre in Europa visto siamo arrivati a dama grazie ai rigori e a una sana dose di fattore C….che è importante al momento ma non ti salva sempre anche se nasconde ….

Il povero Mancini non sa più che cosa inventarsi mentre i nostri amministratori del calcio nazionale fanno spallucce , guardando la barca che affonda dopo aver perso in modo indegno la possibilità di  poter andare ai Mondiali.Certo in queste condizioni forse è anche utile perché ci salva da una sicura figuraccia che avremmo potuto fare .

Bisogna tornare a lavorare sui giovani seriamente magari aspettando anche 5 anni ma rifondare il nostro sistema affidandoci alla meritocrazia ed al lavoro non ai nomi e alle promesse .In altri paesi hanno capito prima di noi quanto conta il vivaio e i giovani e infatti si vedono i risultati ,con calciatori che a vent’anni sono titolari in nazionale e nei club mentre da noi a 25 anni ancora devono fare panchina dietro a qualche straniero sconosciuto oppure bollito.

Rimbocchiamoci le maniche tutti dai primi dirigenti ai raccattapalle….solo il lavoro e il merito ripagano e danno risultati duraturi.

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