ESCLUSIVA – Massimo Cerri: “Sì ai play-off in A. Riformare il costo del lavoro”

Il ds del Monopoli, Massimo Cerri, è stato intervistato da Calciomercato Report. Ecco le sue dichiarazioni.

Sulla decisione del Consiglio Federale: “Questa decisione non era attesa. Molti presidenti sono rimasti colpiti da questo cambio di direzione. Si era iniziato a capire qualcosa del genere già nei giorni precedenti, c’è la volontà del presidente Gravina di far ripartire il sistema calcio, allora ha voluto dare una scossa provando a ripartire. La Serie A sicuramente ha mezzi per provare a ripartire sia dal punto di vista organizzativo sia economico, la B la seguirà a ruota, il problema è spiegare se e come la C può ripartire e quali squadre sono in grado di ripartire. Le decisioni di oggi devono essere spiegate, probabilmente nei prossimi giorni saranno tutti più chiari. Non sarà facile, per società come la nostra è molto oneroso ottemperare al protocollo, però si comincia a pensare di poter giocare. Il calcio è un’attività produttiva, dà lavoro a tante persone, come tale voleva dare un segnale. Sto seguendo anche ciò che accade nella politica, perché la politica dà segnali al mondo dello sport. Molte direttive del governo sono state cambiate in corsa, i presidenti delle regioni le cambiavano a seconda delle situazioni. Non conosciamo ancora bene le conseguenze di questa pandemia. I ristoratori dovevano aprire il primo giugno e poi hanno aperto già il 18 maggio. Probabilmente anche il calcio vuole dare un segnale. Vedo questa decisione in questo modo: si prova a ripartire, se non riusciremo a ripartire si farà quanto possibile. La Reggiana ha fatto ricorso per la decisione di far salire il Carpi, anche il Padova voleva far ricorso: non solo il Bari si sarebbe appellato per il criterio della media punti. Le prime hanno un vantaggio importante e meritano di salire, anche se a 8 giornate dalla fine è già successo a qualcuno anche con +9 di perdere la testa delle classifiche. Può succedere di tutto, ma siamo in una situazione di emergenza, quindi vanno prese decisioni di emergenza e credo che far salire le prime sia quella con più meritocrazia. Il criterio della miglior media punti invece è stato applicato in corsa, se fosse stato applicato ad inizio stagione non ci sarebbe stato nulla da dire. C’è la possibilità di poter pensare a dei miniplay-off, vedremo che succederà. Se ci sarà ancora qualche miglioramento nella situazione dei contagi, si potrebbe pensare a fare un miniplayoff: si potrebbero fare tre semifinali fra seconde e terze, poi altre le Final Four fra le vincenti e la vincente della Coppa Italia magari a Bari o Catania, dove il coronavirus sta incidendo in maniera minore. Va verificato se fattibile nei prossimi due mesi. L’intento di Gravina è quello di far ripartire almeno la A, perché è quel movimento che potrebbe salvare tutto il sistema calcio. Se la A ricomincia a giocare, magari riusciamo ad ottenere quelle sostanze economiche necessarie per salvare il sistema calcio. Ho letto di riunioni fra governo e Gravina, poi l’Assoallenatori, l’Aia etc. Per trovare la soluzione migliore avremmo dovuto fin dall’inizio mettere allo stesso tavolo tutte le componenti che dal calcio traggono utili per andare avanti, a cominciare anche da tv e sponsor, fare un tavolo con la federazione e il governo , visto che sono tutti sulla stessa barca, cercare una soluzione per il bene di tutti: finire il campionato col minor danno possibile o pensare già adesso a come ricominciare dalla prossima stagione, rispettando gli impegni economici. Avremmo risparmiato tempo”.

Sulle decisioni riguardanti il mercato: “Se il campionato dovesse continuare, arrivando ad agosto, ci sarebbe il problema dei prestiti e il problema che alcuni giocatori sono in scadenza mentre altri hanno un contratto anche per la stagione successiva. È tutto uno slittare in avanti di scadenze e situazioni, anche gli stessi giocatori si trovano in difficoltà. Ho parecchi giocatori in prestito, bisognerà valutare anche come regolare il finale di stagione”.

Sui problemi economici per le società di Serie C:  Non ci sono solo i costi per il protocollo, le cosa su cui dobbiamo incidere maggiormente secondo me sono il costo del lavoro, il costo del giocatore, il costo dei professionisti che le società come la nostra sono costretti a pagare: sono contratti onerosi sotto il punto di vista di Irpef, INPS e assicurativo, che magari in A vengono superati facilmente, ma in C sono insostenibili. Non bisogna pensare tanto alla riforma dei gironi, perché poi si possono comporre e la B a 40 perderebbe importanza, come successo già negli altri paesi che hanno allargato la seconda serie: bisogna riformare il costo del lavoro e abbassare le tasse, non solo nel calcio. In tal modo ogni imprenditore avrebbe la possibilità di assumere più gente e far quadrare i bilanci”.

Sulla Reggina: “La Reggina ha una piazza che merita almeno la B, se non la A. L’anno scorso siamo stati al Granillo nel primo scontro play-off, finì in parità e già allora ho notato com’è attaccato il pubblico e com’è vicina alla squadra la tifoseria. Sono contento che la Reggina sia salita. Taibi era il portiere del mio Piacenza in A, ha fatto un grande lavoro, sono contento per lui. Bertoncini l’ho allenato nel settore giovanile del Piacenza. Ci sono anche ex Monopoli, come Sounas e Paolucci. Se salisse in B ne sarei contento, la tifoseria e la piazza meritano, se si vuole migliorare il sistema calcio queste piazze devono andare in B o in A. La Reggina è in testa dall’inizio, ha impresso al campionato un ritmo impressionante sin dalle prime battute. All’andata a Monopoli ho subito avuto l’impressione che avesse le caratteristiche per rimanere davanti. Perdemmo 1-2 con due rigori, ci lamentammo un po’ perché c’era anche un rigore per noi e forse il risultato più giusto era il pareggio, però la Reggina mi ha impressionato per fisicità e qualità dei giocatori. Si notava che Corazza e Denis avrebbero avuto un ruolo di primo piano. Altre società come Bari, Catanzaro, Teramo e Ternana hanno investito, non era facile rimanere in testa. Alla fine con un +9 ha meritato questa posizione”.

Su eventuali play-off in A: “I play-off in A sarebbero emozionanti, è una decisione in tempi di emergenza. Se il campionato non può terminare bisogna prenderne atto e sperimentare i play-off, magari possono essere proposti anche negli anni successivi se danno valore al botteghino. L’importante è che un risultato sul campo decida la situazione in classifica e la qualificazione alle coppe: è sempre meglio un risultato sul campo, eventualmente anche coi play-off, che un sorteggio o il quoziente punti”.

Sul Monopoli: “I nostri tifosi non sono mai stati così vicini alla B. Dispiacerebbe togliere questo sogno a giocatori, allenatore e società: esserci così vicini non è facile, bisogna cullare il sogno in caso di ripresa. La salute va comunque al primo posto e va salvaguardata, bisogna rischiare il meno possibile, però ci speriamo. Abbiamo tre under di proprietà titolari: Antonino, portiere del ’98, Tazzer ed Arena. Cerchiamo di lavorare su questo aspetto, dobbiamo investire sui giovani: anche lì stiamo migliorando, siamo all’inizio ma sappiamo che questa è la strada da perseguire”.

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