ESCLUSIVA – Giacchetta: “Volontà dei presidenti di C non presa in considerazione”

Il ds dell’Albinoleffe, nonché ex difensore della Reggina, Simone Giacchetta, è stato intervistato da Calciomercato Report. Ecco le sue dichiarazioni.

Sul Consiglio Federale di ieri: “La volontà dei 60 presidenti di C non è stata presa in considerazione dal Consiglio Federale e da Gravina. La Lega Pro chiedeva a gran voce la sospensione definitiva del campionato, il blocco delle retrocessioni, le promozioni in B, le promozioni dalla D, ma è stato tutto bocciato in toto. Gravina ha preso una posizione forte e netta, dando una botta alla Lega Pro, che si era indirizzata verso un’altra scelta. Il Consiglio Federale ha preso tempo. Si è imposto, ha rimandato una decisione eventuale al 28 maggio dopo aver parlato col governo, sperando che il numero di contagi si abbassi ancora. In Lega Pro spero si convochi un’assemblea a brevissimo per coordinarsi in base a quanto deciso dal Consiglio Federale. Il governo ha dato la possibilità a Gravina e FIGC di cambiare format in corsa per evitare ricorsi. La Figc ha adottato una presa di posizione forte e decisa. La volontà dell’assemblea di Lega Pro è quella di non riprendere: ci sono tanti costi, ancora si muore, soprattutto in Lombardia: i numeri sono ancora significativi. Credo che i play-off, se ci saranno le condizioni sanitarie per farli, possano essere un compromesso, anche se è difficile che si concretizzi. La Gazzetta ha scritto che c’è la possibilità di miniplayoff con anche le prima: cambierebbe tutto l’equilibrio e il modo di ragionare, anche per le ultime coinvolte nei playout. C’è da capire quanto sia attendibile questo modo di ragionare. La FIGC ha il potere di cambiare format, quindi può succedere di tutto. Avanzare ipotesi a discapito di altre è un errore, non sappiamo nemmeno che succederà stasera: nessuno sa cosa può succedere, questa cosa ci logora, stiamo aspettando da tanto che qualcosa cambi”.

Sui problemi economici derivanti dalla crisi: “In Italia il sistema calcio si regge sui diritti TV, non ci sono altri ricavi: è un grosso tallone d’Achille che il sistema dovrà cercare di superare, creandosi un sostegno proprio, altrimenti è sempre ostaggio di altri. L’unica lega trainante è quella di A: la Lega Pro non produce ricavi ma solo debiti, la B altrettanto. In B ogni società prende massimo 5 milioni, in C 400mila euro, praticamente niente. In Lega Pro il sostentamento può essere il minutaggio. La nostra è una lega numerosa, che rappresenta davvero tutta l’Italia, è eterogenea al suo interno: ci sono Triestina, Bari e Reggina, ma anche Giana, Renate ed Albinoleffe. Non tutti hanno gli stessi interessi, ci sono dei bivi. L’incasso del botteghino è una componente importante per le piazze che fanno abbonamenti e hanno tradizione e ambizioni: il Cesena ad esempio ha 7000 abbonati anche in C, sarà una grossa perdita per la prossima stagione. A porte chiuse non è possibile fare abbonamenti: al massimo si può chiedere un atto d’amore ai tifosi. Alcuni presidenti hanno chiesto di fare l’abbonamento a prescindere perché, mentre alcuni presidenti possono permettersi tante cose, altri sono sul filo del rasoio. La Lega Pro è eterogenea, spaccata e diversa perché rappresenta tutta l’Italia, da Bolzano a Lentini. Questa è una situazione straordinaria, con fatti nuovi per tutti. Se la stagione continuasse, verrebbe tutto distribuito su 14 mesi, per cui i prestiti continueranno, così come i compensi ai giocatori se il buon senso e la logica prevederanno la chiusura del campionato. I costi nuovi sono i costi delle assicurazioni e degli appartamenti dei calciatori. Per quanto riguarda il mercato a fine campionato è ancora troppo presto per parlarne, è tutto in alto mare

Sulla Reggina: “Quando vinci un campionato vuol dire che tutti hanno fatto un lavoro eccezionale, soprattutto chi deve prendersi delle responsabilità, in questo caso il ds Taibi. Ha dimostrato capacità, polso calmo e ferreo, non è semplice gestire la Reggina e il pubblico di Reggio Calabria. Anche Toscano è stato determinante per il successo, è un esperto conoscitore della categoria, conosceva tutti i giocatori e gran parte di loro li aveva già avuti. La Reggina per la continuità dei risultati e il rendimento elevatissimo merita il primo posto. Chi ha perso il campionato è il Bari, se fosse arrivato primo non ci sarebbero stati tutti questi problemi”.

Sul confronto fra la Reggina di oggi e la sua: “Questa Reggina rispetto all’altra è costata di più, è stata costruita con la volontà di prendere giocatori importanti indipendentemente dall’età, Denis è un giocatore importante e anche Reginaldo ha dato il suo contributo a inizio stagione. Nel 1994-1995 c’era un livello tecnico diverso, con squadre più omogenee: come centravanti prendemmo Aglietti che era al Pontedera in C2 e Pasino dalla Primavera della Juventus. Oggi, invece, la Reggina ha dovuto prendere Corazza, Denis e Reginaldo”.

Sull’eventuale ripresa in A: “Se ci fosse la ripresa del campionato sarebbe un campionato nel campionato. C’è stata una pausa lunga, le condizioni atletiche, fisiche e psicologiche dei giocatori sono soggette a molte variabili e la sosta non ha giocato a loro favore. Se si riprendesse, la Lazio ha ancora la possibilità di riprendersi qualcosa che pensava gli potesse appartenere. La Juventus considerava la stagione terminata e ha mandato i calciatori in vacanza, la Lazio invece è rimasta sempre aggrappata a quest’opportunità. Juve e Lazio, Crotone e Frosinone e il Bari hanno movimentato questo periodo di attesa della ripresa del calcio”.

Sull’Albinoleffe: “Ci siamo trovati al centro di uno dei focolai più importanti della Lombardia: l’Albinoleffe ha origine nelle zone più colpite. A Nembro ed Alzano i decessi sono ben più alti di quelli ufficiali. Anche nella nostra comunità c’è stato qualche decesso e qualche positivo anche in terapia intensiva. Il coronavirus lo abbiamo sentito in modo particolare. L’Albinoleffe è una realtà di nicchia in C, non ha grandissime ambizioni di scalare categorie, ma è  una società seria e all’avanguardia: è una delle poche in C ad avere un centro sportivo di proprietà, sta costruendo uno stadio all’interno del centro sportivo, in un territorio invaso da società di alto livello che saccheggiano i settori giovanili riesce a produrre anche grandi giocatori. È fra le primissime società della Lega Pro. Il presidente crede molto  nei giovani, pretende grandissima attenzione al settore giovanile. Gran parte della filosofia è volta al reclutamento e alla formazione dei giovani”.

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